Informazione economica

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Giovedì 28 Aprile 2022

Assemblea Unioncamere - Servizio TG2 Rai

#TG2 #Rai2 #pnrr #cameredicommercio #Unioncamere

Ultima modifica: Giovedì 28 Aprile 2022
Mercoledì 27 Aprile 2022

PNRR: solo 1 impresa su 3 è pronta a cogliere le opportunità delle nuove risorse

Causa guerra, oltre l’80% delle aziende paga di più energia e materie prime

Roma, 27 aprile 2022 – Solo una impresa su 3 è pronta a cogliere le opportunità delle nuove risorse espressamente dedicate al sistema produttivo dal PNRR, come transizione 4.0 ed economia circolare. Il 16%, infatti, si è già attivato per aderire ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza mentre un altro 13% ha in programma di farlo. Ma più del 70% è fermo al palo, senza, al momento, interessarsi alle molteplici occasioni di sviluppo che si stanno aprendo. E’ quanto mostra una indagine diffusa da Unioncamere. I dati, elaborati dal Centro studi Guglielmo Tagliacarne, sono stati al centro dell’Assemblea delle Camere di commercio.

I dati confermano la necessità di lavorare per diffondere e far conoscere alle imprese, soprattutto quelle più piccole, le misure messe in campo dal Governo nel green e nel digitale”, ha sottolineato il presidente di UnioncamereAndrea Prete. “L’80% delle imprese di minori dimensioni non ha nemmeno in programma di avvalersi di queste risorse, contro il 50% delle aziende medio grandi.  Le Camere di commercio hanno ben in mente come farsi parte attiva per lo sviluppo del Paese e contribuire al cambiamento innescato dal PNRR: possiamo essere uno strumento prezioso per fare conoscere alle imprese le enormi opportunità legate alle nuove risorse e per mettere a terra molte delle misure chiave previste nel Piano”. 

Inoltre – ha ricordato Prete - una indagine del Centro studi Tagliacarne rivela che una riduzione di un terzo del tempo dedicato dalle risorse umane interne alle imprese agli adempimenti burocratici, reimpiegato nelle attività produttive, comporterebbe un aumento della produttività aziendale tra il +0,5% e il +1,1%. “Per questo – ha concluso - stiamo lavorando attivamente per definire proposte concrete che possano contribuire in tempi rapidi al processo di semplificazione di cui abbiamo davvero bisogno”.

D’altro canto, sulla situazione attuale incide certamente anche il clima di incertezza legato allo shock della guerra in Ucraina. Per quasi 9 imprese su 10 l’impatto del conflitto in corso sarà alto, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime e semilavorati. Quasi una impresa su 2 ha problemi di approvvigionamento di materie prime e una su 5 di approvvigionamento di energia. 

L’aumento dell’incertezza incide sulla natalità delle imprese: le ultime indicazioni sulle iscrizioni al Registro delle Camere di commercio mostrano che quando il clima di fiducia si riduce di un punto, la natalità delle imprese si contrae di mezzo punto. 

Negli ultimi due anni (2020-2021) sono state create 81mila imprese in meno rispetto al livello pre-pandemia del 2019, di cui 26mila in meno giovanili e 32mila in meno femminili.

Ultima modifica: Mercoledì 27 Aprile 2022
Venerdì 22 Aprile 2022

Competenze green per 3,5 milioni di assunzioni in Italia

Nel 2021 sono tornati a crescere gli investimenti sostenibili delle imprese

 

Roma, 22 aprile 2022 – L’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale si conferma come un requisito di base per entrare nel mercato del lavoro: nel 2021 le imprese hanno richiesto al 76,3% delle assunzioni programmate – pari a oltre 3,5 milioni di posizioni - competenze green, e nel 37,9% dei casi con un grado di importanza per la professione elevato.

Il 2021, infatti, ha registrato il recupero degli investimenti delle imprese nella Green Economy: il 24,3% delle aziende dell’industria e dei servizi ha investito in tecnologie e prodotti green (+3 punti percentuali rispetto al 2019) e il 52,5% ha investito in competenze green, ripristinando la dinamica positiva che si osservava prima della pandemia. Questi risultati sottolineano l’impegno delle imprese verso la transizione green, fattore  ancor più strategico oggi per superare le fortissime tensioni nel campo energetico dell’approvvigionamento delle materie prime per la guerra in Ucraina.

È questa la fotografia mostrata dall’ultima edizione del volume “Le competenze green” del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL, realizzata in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne.

Ultima modifica: Venerdì 22 Aprile 2022
Giovedì 14 Aprile 2022

Nuove imprese - 2021. Caratteristiche e fabbisogni professionali

Questa pubblicazione, realizzata sugli esiti dell’indagine Excelsior svolta nel 2021, mette in luce due fenomeni che da tempo segnavano l’apertura di nuove imprese nel nostro Paese e che la pandemia dovuta al COVID-19 ha confermato, e forse accelerato:

  • la concentrazione settoriale: l’80% delle nuove aziende si colloca nei settori del commercio, dei servizi alle imprese e delle costruzioni.
  • il restringimento dell’offerta occupazionale: da 2,1 addetti per nuova impresa nel 2017 a 1,84 nel 2021.

Per quello che riguarda l’entità del fenomeno nuove imprese in termini assoluti, il quadro generale Italia segnala un buon rimbalzo: si è passati, infatti, dalle 143.880 nuove imprese del 2019 alle 129.300 del 2020 (-14.580, -10,13%) per poi risalire alle 151.890 del 2021 (+8.010, +5,57% su base 2019). La vitalità imprenditoriale “reale”, quindi, ha resistito abbastanza bene all’impatto della crisi sanitaria.

La quota di entrate programmate dalle nuove imprese è storicamente molto inferiore rispetto a quella riferita al totale delle imprese (23.270 rispetto alle 3.242.310 nel 2020; 21.430 rispetto alle 4.638.547 nel 2021). Sul versante territoriale, la quota sul totale delle entrate risulta superiore alla media in Campania (9,3 per 1000), seguite da Calabria, Molise, Lazio, Sicilia, Basilicata, Puglia e Abruzzo. Come per l’anno 2020, abbiamo qui la conferma che l’apertura di nuove imprese ha la sua base nel Meridione d’Italia – all’elenco manca solo la Sardegna, che ha una quota di poco inferiore alla media nazionale e vi si aggiunge il Lazio.

 

E nel nostro territorio?

Anche nella provincia di Salerno la quota di entrate programmate dalle nuove imprese è molto più bassa rispetto a quella del totale delle imprese (550 rispetto a 59.220 nel 2020; 420 rispetto alle 80.280 nel 2021).

In particolare guardiamo alle preferenze, per grandi gruppi professionali, indicate dalle nuove imprese per l’ingresso dei nuovi collaboratori e come orientano la loro ricerca le nuove imprese giovanili.

 

La distribuzione delle entrate previste dalle nuove imprese nel 2021 per grande gruppo professionale evidenzia una quota più rilevante di professioni high skill (cioè professioni dirigenziali, specialistiche e tecniche) rispetto alle entrate complessivamente previste dalle imprese italiane con dipendenti. Nelle nuove imprese queste raggiungono il 29,2% del totale, contro il 14,3% circa del complesso delle imprese, in crescita rispetto al 21,4% del 2020. Le nuove imprese richiedono inoltre una quota nettamente inferiore di professioni non qualificate (10,4%) necessitando maggiormente di ingressi con esperienza per la partenza delle attività.

Analizzando con maggior dettaglio le professioni, le nuove imprese giovanili evidenziano un fabbisogno di entrate simile a quello delle nuove imprese: interessante il dato su impiegati e addetti alla vendita in ascesa, come a dire che i giovani imprenditori necessitano nell’avvio dell’azienda di collaboratori che commercializzino i prodotti (43,6%) o organizzino l’attività quotidiana (professioni tecniche 27,6%).

Il profilo dei collaboratori richiesti dalle nuove imprese – quello di figure elevate con competenze qualificate e dirigenziali-tecniche – è confermato dai livelli di istruzione richiesti alle figure in entrata. Nel 2021 i tre livelli superiori (universitario, ITS e secondario) vengono richiesti molto di più nelle nuove imprese (50%), rispetto al complesso delle imprese (44,3%).

Le nuove imprese richiedono una quota minore di figure con livello di istruzione secondario (27,1%, contro il 30% nel complesso delle imprese) e senza una formazione specifica (28,3% contro 34,4%) mentre vi è una parificazione rispetto alla qualifica professionale (21,3% contro il 21,7%).

Scarica il pdf del volume nuove imprese 2021

Per essere sempre informati e scaricare gratuitamente il pdf dei volumi è possibile cliccare sul seguente link:  Pubblicazioni Sistema Informativo Excelsior

Per informazioni:

Ufficio Statistica e Prezzi

tel.: 089 3068461 – statistica@sa.camcom.it

Ultima modifica: Venerdì 15 Aprile 2022
Lunedì 11 Aprile 2022

Lavoro: 368mila assunzioni previste dalle imprese italiane ad aprile

 Segni negativi per imprese manifatturiere e costruzioni, aspettative di ripresa per turismo e servizi alle persone

 

Roma, 11 aprile 2022 - Sono circa 368mila le entrate di personale previste complessivamente dalle imprese ad aprile, ma l’impatto sullo scenario macroeconomico della crisi in Ucraina e la significativa crescita dei costi energetici e delle materie prime cominciano a produrre effetti soprattutto sulle imprese manifatturiere.

Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di aprile[1], mostra infatti una riduzione del -8,5% delle entrate previste dal settore manifatturiero rispetto a marzo (-6mila) e del -5,9% se confrontate con un anno fa (-4mila). Anche le costruzioni registrano una frenata (-9,4% rispetto a marzo e -19,5% su 12 mesi fa). I servizi nel loro complesso risultano invece in crescita del 7,5% sul mese (+19mila) e del 39,1% sull’anno (74mila), grazie soprattutto alla ripresa del settore turistico favorito dall’allentamento delle restrizioni per la fine dello stato di emergenza e dalle prossime festività pasquali (+14mila sul mese; +56mila sull’anno). Positiva anche la domanda nei servizi alle persone (rispettivamente +5mila e +12mila) e, in maniera più contenuta, nel commercio (+2mila in entrambi i casi), sebbene la rapida crescita dell’inflazione incida negativamente sulle aspettative del comparto per i prossimi mesi. Considerando il totale dei settori economici le previsioni di assunzione ad aprile registrerebbero una crescita del 2,4% rispetto a marzo scorso (+9mila entrate) e del +20,3% se confrontati con aprile 2021 (+62mila). 

Nonostante le incertezze e i timori per l’andamento della crescita economica, l’industria ricerca per il mese di aprile circa 103mila lavoratori da inserire in azienda. A livello settoriale le imprese delle costruzioni prevedono 34mila entrate), seguite poi dalle industrie della meccatronica (18mila unità), dalla metallurgia e prodotti in metallo (14mila unità) e dalle industrie alimentari (9mila). Sono invece 265mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese dei servizi, di cui 78mila nel settore turistico, 45mila in quello dei servizi alle persone[2] e 46mila nel commercio. Segni negativi si registrano, tuttavia, nei settori ICT (-11,8% rispetto ad aprile 2021) e Servizi avanzati alle imprese (-6,6%).

Nel complesso il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato con 199mila unità, pari al 54,1% Seguono i contratti a tempo indeterminato (72mila), i contratti di somministrazione (41mila), i contratti non alle dipendenze (23mila), i contratti di apprendistato (21mila), altre forme contrattuali alle dipendenze (8mila) e i contratti di collaborazione (4mila).

Si attesta complessivamente al 40,4% la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (8,3 punti percentuali in più rispetto ad aprile 2021), che sale al 55,8% per gli operai specializzati, al 47,8% per i conduttori di impianti e operai di macchinari fissi e mobili, al 47,4% per le professioni tecniche e al 47,2% per dirigenti e professioni intellettuali e scientifiche. Come mostra il Borsino delle professioni, le figure per cui la difficoltà di reperimento supera la soglia del 60% sono nell’ordine: artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (65,6%), fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (64,6%), fabbri ferrai, costruttori di utensili (63,4%), meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (61,1%).

A livello territoriale si evidenzia, infine, una pronunciata crescita rispetto a un anno fa del flusso delle entrate previste ad aprile nelle regioni del Mezzogiorno (+25mila), seguite dalle regioni del Nord est (+20mila). Più contenute le previsioni delle regioni del Centro (+11mila) e del Nord ovest (+6mila).

 

[1] Le previsioni si basano sulle interviste realizzate nel periodo 24 febbraio – 10 marzo su un campione di circa 113mila imprese dell’industria e dei servizi con dipendenti iscritte al Registro imprese delle Camere di Commercio.

[2] Istruzione e servizi formativi privati, Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati, Servizi ricreativi, culturali e altri servizi alle persone.

Ultima modifica: Lunedì 11 Aprile 2022
Venerdì 8 Aprile 2022

Fisco, incentivi e formazione: ecco cosa chiedono le donne d’impresa del turismo

Si ritengono più innovative e “sostenibili” 

ma pensano ancora poco alle vacanze al femminile

 

Roma, 8 aprile 2022 – Chiedono agevolazioni fiscali e incentivi pubblici, forti dosi di formazione da svolgere nei luoghi di lavoro, orientamento alla creazione d’impresa, apertura al credito. E sono convinte di avere doti specifiche che possono contribuire a migliorare il settore turistico: attitudine alla cura della qualità (64,7%), sostenibilità e responsabilità sociale (40,4%), innovazione (38,4%). Con la bella stagione che si avvicina e le restrizioni della pandemia che si allentano, le imprese femminili del mondo dell’ospitalità, secondo una indagine campionaria di Sicamera e Isnart, mostrano la loro forza ma anche la loro fragilità. A partire da quella emersa nel 2021, legata all’emergenza: il 5% delle imprese femminili del turismo non ha mai aperto, anche per i vincoli derivanti dalla necessità di far fronte ad esigenze di organizzazione familiare, la metà stima una netta perdita a chiusura 2021 e solo il 26% dichiara di poter raggiungere un pareggio di bilancio. 

Sebbene abbiano pagato di più degli uomini gli effetti negativi della pandemia, sono convinte di poter far bene il proprio lavoro, anche perché più capaci di leggere le nicchie di mercato cogliendone esigenze e dinamiche emergenti (53,8%). 

E’ curioso allora scoprire, dalle risposte fornite, che in realtà è ancora modesto il numero di imprese turistiche guidate da donne (il 13%) in cui sono presenti, al momento, iniziative di marketing espressamente rivolte al mercato femminile. Nella maggioranza dei casi (25,9%), infatti, soluzioni specifiche per le “turiste” sono ancora nei desiderata e quindi collocate nel futuro. Tra le imprese femminili che pensano alle donne in vacanza, le attenzioni sono rivolte prioritariamente alla cura di servizi per quante viaggiano da sole o con figli. A questi, si aggiungono informazioni in materia di sicurezza e sui comportamenti da adottare nelle diverse tipologie di viaggio e nelle diverse località, accompagnate dall’indicazione di numeri e soggetti da contattare in caso di emergenza. Un certo numero di imprese però prevede anche un sistema di scontistica dedicato.

Eppure il turismo al femminile è una realtà che si sta affermando pienamente nel nostro Paese. La scorsa estate, il 47% dei turisti era donna, nel 40% dei casi tra i 25 e i 40 anni (Generazione Y), nel 30% tra i 40 e 60 (Generazione X) e nel 15% over 60. A queste presenze si aggiunge un 11% di giovanissime nate dopo il 1995 (Generazione Z). Si tratta in media di viaggiatrici con un grado di istruzione medio alto (il 31% è laureata), una occupazione stabile (il 65%) ed una situazione economica intermedia. Il turismo femminile ha sue peculiarità: è esigente (cerca un giusto rapporto qualità/prezzo), è a caccia di adeguati livelli di confort ed accessibilità, di attrazioni culturali (la disponibilità di bellezze storico artistiche è la principale motivazione di vacanza), della possibilità di conoscere da vicino stili di vita e tradizioni locali e di buoni servizi di intrattenimento. Le donne che viaggiano da sole hanno una crescente tendenza al gusto dell’avventura e una preferenza verso la vacanza in montagna rispetto al mare, amano fare escursioni e gite e praticare attività sportive. 

Un turismo particolare, quindi, che andrebbe seguito e valorizzato prima di tutto da chi di donne se ne intende: le donne.

Ultima modifica: Venerdì 8 Aprile 2022
Giovedì 7 Aprile 2022

Nuove imprese 2021: caratteristiche e fabbisogni professionali

Realizzata sugli esiti dell’indagine Excelsior svolta nel 2021, la pubblicazione mette in luce due fenomeni che da tempo segnavano l’apertura di nuove imprese nel nostro Paese e che la pandemia dovuta al COVID-19 ha confermato, e forse accelerato:

  • la concentrazione settoriale: l’80% delle nuove aziende si colloca nei settori del commercio, dei servizi alle imprese e delle costruzioni.
  • il restringimento dell’offerta occupazionale: da 2,1 addetti per nuova impresa nel 2017 a 1,84 nel 2021.

Per quanto riguarda l’entità del fenomeno nuove imprese in termini assoluti, il quadro generale segnala un buon rimbalzo: si è passati, infatti, dalle 143.880 nuove imprese del 2019 alle 129.300 del 2020 (-14.580, -10,13%) per poi risalire alle 151.890 del 2021 (+8.010, +5,57% su base 2019).

La vitalità imprenditoriale “reale”, quindi, ha resistito abbastanza bene all’impatto della crisi sanitaria.

Il volume, in sintesi, risponde alle seguenti domande:

  • Le caratteristiche dei nuovi imprenditori: imprenditori per opportunità o per necessità?
  • Chi sono i neo-imprenditori?
  • Quali sono i settori produttivi e capitale investito nelle nuove imprese?

Altri importanti aspetti approfonditi riguardano l’impatto delle nuove imprese sui fabbisogni professionali e formativi, l’interesse che si evidenzia per gli “under 30” e i titoli di studio richiesti.

 Scarica il pdf del volume nuove imprese 2021

Per essere sempre informati e scaricare gratuitamente il pdf dei volumi vai alla pagina dedicata:  Pubblicazioni Sistema Informativo Excelsior

 

Per informazioni:

Ufficio Statistica e Prezzi

tel.: 089 3068461 – statistica@sa.camcom.it

Ultima modifica: Giovedì 14 Aprile 2022
Mercoledì 30 Marzo 2022

Sistema Excelsior: manuali e pubblicazioni

Il Sistema Informativo Excelsior ‐ realizzato da Unioncamere e dall'ANPAL - attraverso le rilevazioni mensili, incentrate sui profili professionali e sui livelli di istruzione richiesti dalle imprese offre un'autorevole fonte di informazioni continuative sui fabbisogni di occupazione e di competenze professionali richiesti dalle imprese; tali dati sono utili non solo per la programmazione della formazione e dell'occupazione, ma anche quale strumento di supporto al matching tra domanda e offerta di lavoro.

Oltre alle informazioni mensili pubblicate attraverso i bollettini, i dati vengono analizzati ed elaborati per offrire una serie di pubblicazioni utili al mondo della scuola, delle imprese e dei giovani.

Per essere sempre informati e scaricare gratuitamente il pdf dei volumi cliccare sul seguente link:  Pubblicazioni Sistema Informativo Excelsior

 

Di seguito le ultime pubblicazioni in termini di tempo:

 

Laureati e lavoro

La guida per l’orientamento fornisce alle aspiranti matricole universitarie le informazioni strategiche sulle attuali potenzialità del mercato del lavoro, le richieste di laureati e le competenze richieste dalle imprese. Come scegliere il proprio percorso dopo il diploma?

 Per saperne di più, scarica il pdf del volume Laureati e Lavoro - 2021

 

Le competenze digitali nel 2021

La pubblicazione “Analisi della domanda di competenze digitali nel 2021” offre una panoramica sulle dinamiche della trasformazione digitale del comparto produttivo (industria e servizi) italiano e della richiesta di professionalità con competenze digitali. Nel 2021 le competenze digitali sono richieste dalle imprese a 3 assunzioni su 5.

Per saperne di più, scarica il pdf del volume Le competenze digitali nel 2021

 

Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2022-2026)

Il volume presenta gli scenari più recenti sugli andamenti occupazionali per il prossimo quinquennio, con l’obiettivo di fornire un contributo utile per l’orientamento e la programmazione della formazione.

Per saperne di più, scarica il pdf del volume 

 

Per informazioni:

Ufficio Statistica e Prezzi

tel.: 089 3068461 – statistica@sa.camcom.it

 

#sistemaexcelsior

Ultima modifica: Mercoledì 30 Marzo 2022
Venerdì 25 Marzo 2022

Pagamenti elettronici, cloud per lo smart working e, soprattutto, cybersecurity: com’è cambiato l’approccio al digitale delle Pmi

 Cresce la digitalizzazione delle imprese ma la metà è ancora ai primi passi

Roma, 25 marzo 2022 – All’inizio della pandemia hanno puntato soprattutto sul cloud, per sostenere il lavoro dei dipendenti in smart working, e sui pagamenti elettronici per soddisfare la domanda crescente dei consumatori confinati nelle mura domestiche. Progressivamente, però, hanno volto l’attenzione alla cybersecurity, investimento che si sta rivelando quanto mai strategico nel contesto attuale. A mostrarlo è PidOsserva, l’Osservatorio nazionale dei PID - Punti Impresa Digitale, strutture istituite dalle Camere di commercio nell’ambito del Piano nazionale impresa 4.0. Alla base dell’analisi effettuata da Unioncamere e Dintec, le risposte che tra il 2018 e il 2021 oltre 40mila imprese hanno fornito a “SELF i4.0”, il test di autovalutazione della maturità digitale, presentate oggi nel corso di Orizzonti Live Lab 2022-IoRiparto, rassegna organizzata da IoRiparto in collaborazione con la Camera di commercio Chieti Pescara.

La pandemia, con le restrizioni che ne sono derivate, ha accelerato la corsa degli imprenditori all’utilizzo del digitale. Sono quasi 450mila le imprese aiutate dai Pid delle Camere di commercio in questo percorso di innovazione ed i risultati cominciano a vedersi: il livello di maturità digitale delle nostre imprese è aumentato di circa il 9% rispetto al periodo pre-Covid”, sottolinea il segretario generale di UnioncamereGiuseppe Tripoli. “E’ ancora marcata, però, la distanza tra le aree del Paese: le regioni del Mezzogiorno hanno una maturità digitale inferiore di oltre 10 punti percentuali rispetto a quelle del Centro-Nord. Un gap che dovrà essere ridotto anche grazie ai progetti del Pnrr”.

Tra le tecnologie abilitanti per restare operativi anche da remoto, adottate dalle imprese,  la più diffusa è stata quella relativa ai “pagamenti mobili attraverso internet” (utilizzata oggi dal 41,3% delle imprese) che nel 2020 si collocava al 3° posto; al secondo posto segue il Cloud – al 1° posto nel 2020 – (pari al 39,1%) e al terzo posto la cybersecurity - 4° posto nel 2020 – crescendo progressivamente di importanza (pari al 35,8% degli utilizzi).Rispetto al 2018, le imprese che utilizzano il Cloud e i pagamenti elettronici sono aumentate di 8 punti percentuali; quelle che si avvalgono di strumenti di cybersecurity e che hanno avviato un e-commerce di 9 punti.

Di sicuro gli eventi di questi ultimi due anni hanno impresso una forte accelerazione ai processi di digitalizzazione delle Pmi, anche a seguito delle azioni di informazione, sensibilizzazione e primo accompagnamento offerte dai Pid. 

I risultati cominciano a vedersi: i più abili con le nuove tecnologie (i “Campioni digitali” e gli “Esperti”, cioè coloro che applicano con successo i principi dell'Impresa 4.0) sono aumentati di oltre 7 punti percentuali, passando dal 9,78% del 2018 al 17% del 2021. Gli “Specialisti”, che corrispondono a coloro che hanno digitalizzato buona parte dei processi, sono aumentati di 9 punti percentuali, salendo al 38,4% dal 29% di 4 anni fa. 

Il problema, però, è che, pur diminuendo, resta comunque elevata la quota di imprese ancora poco avvezza al digitale. Gli Esordienti, che hanno una gestione tradizionale dei processi aziendali, e gli Apprendisti, che utilizzano solo strumenti digitali di base, sono oggi circa il 45% rispetto ad oltre il 60% del 2018.

La crescita della maturità digitale in questi anni è stata più consistente tra le imprese dei servizi e della manifattura rispetto a quelle agricole, tra le attività di medie e piccole dimensioni rispetto alle imprese micro e tra quelle che operano all’interno di una filiera (B2B) rispetto a quelle che hanno rapporti con il cliente finale e sul mercato (B2C).

Il bello è che la digitalizzazione sta cambiando anche l’approccio delle imprese ad alcune tematiche chiave dello sviluppo. 

Nel 2021, le imprese che svolgono con regolarità attività di formazione del proprio personale registrano un livello di maturità digitale pari a 2,7 (su una scala da 1 a 4), superiore a quelle che la svolgono saltuariamente, che si attestano ad un valore medio pari a 2,3, o non la effettuano affatto che si fermano a 2,1. 

Sempre nello stesso periodo PIDOsserva rileva che le imprese più innovative, quelle cioè che investono di più in brevetti o detengono titoli di proprietà industriale, hanno un livello di maturità digitale pari a 2,58 maggiore alle media generale che si attesta su 2,23.

E inoltre le imprese che hanno investito sul fronte ambientale e della sostenibilità hanno una maturità digitale superiore rispetto alla media nazionale. 

Ultima modifica: Venerdì 25 Marzo 2022
Venerdì 18 Marzo 2022

Crisi sanitaria ed economica: come sono state affrontate dalle imprese salernitane

Gli investimenti in tecnologie, i programmi occupazionali e i profili professionali richiesti

Il sistema informativo Excelsior, l'indagine continuativa del sistema camerale sui fabbisogni occupazionali e formativi delle imprese del settore privato di industria e servizi, oltre a fornire una visione degli scenari futuri, consente anche di rilevare le trasformazioni avvenute nel sistema delle imprese. 

Partendo dall’analisi dei dati dell’anno 2021 e andando a ritroso, è possibile ricostruire i cambiamenti introdotti dalle imprese salernitane per fronteggiare e superare la crisi sanitaria del 2020, e agganciare il treno delle trasformazioni (digitali e green) in atto nel sistema economico. 

L’analisi focalizza l’attenzione su tre aspetti: 

  • gli investimenti in nuove tecnologie, 
  • i programmi occupazionali delle imprese,
  • i profili professionali maggiormente richiesti. 

 

Nel 2021 il 67,4% delle imprese della provincia di Salerno ha dichiarato di avere investito nella trasformazione digitale, a fronte del 63,1% nel periodo 2016-2020.

Il 2020, quindi, è stato quindi l’anno della forte crescita, pari a quasi 12 punti percentuali, atteso che fino al 2019 solo poco più della metà delle imprese provinciali e regionali investivano nel digitale (Salerno e Campania da 51,7% nel periodo 2015-2019 a 63,4% del 2020).

In cosa hanno investito le imprese?

Il 43% lo ha fatto in maniera strategica in Internet alta velocità, cloud, mobile, big data analytics (quota al 36% nel periodo precedente) e il 40% in strumenti software dell’impresa 4.0 per l’acquisizione e la gestione di dati (era 22%). Seguono gli investimenti in sicurezza informatica 36%, IoT (internet delle cose) 34%, realtà aumentata a supporto dei processi produttivi 23% e robotica avanzata 14%.

Questo impulso verso la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi ha comportato significative conseguenze sulla domanda di lavoro, come emerge dai dati occupazionali.

Nel 2021 il 59% delle imprese dell’industria e dei servizi della provincia di Salerno ha programmato assunzioni, che arrivano così a superare il livello di 80mila contratti.

Tali valori ritornano ai livelli pre-pandemia (il 56% delle imprese nel 2019 con oltre 81mila contratti), dopo la significativa flessione delle entrate programmate osservato nel 2020 (47% imprese e meno di 60mila contratti).

L’analisi, infine, prende in esame le competenze richieste dalle imprese
Risultano sempre più apprezzate dalle imprese di tutti i settori sia in provincia che in Campania le cosiddette e-skills (la capacità di utilizzare linguaggi e metodi informatici e matematici, il possesso di competenze digitali, la capacità di gestire applicazioni di robotica, Big Data Analytics, Internet of Things e processi di Impresa 4.0) e le competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale).

Questo, in estrema sintesi, è ciò che emerge dall'analisi dei dati Excelsior-Unioncamere, effettuata dall'Ufficio studi della Camera di Commercio di Salerno. 
Per approfondimenti consulta lo studio allegato, comprensivo di grafici e tabelle.

Ultima modifica: Giovedì 7 Aprile 2022