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Air Show Frecce Tricolori e 22° Raduno Nazionale Aeronautica Militare: Salerno pronta ad accogliere il grande evento

Dal 25 al 27 settembre 2026 la città ospiterà una tre giorni di eventi di rilevanza nazionale con il contributo strategico della Camera di Commercio di Salerno a sostegno dell'economia e della promozione turistica del territorio.

Salerno capitale dell'aviazione e del tricolore

Nel fine settimana da venerdì 25 a domenica 27 settembre 2026, Salerno sarà teatro del 22° Raduno Nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d'Italia e dello spettacolare Air Show della Pattuglia Acrobatica Nazionale "Frecce Tricolori".

La manifestazione — promossa dall'Associazione Arma Aeronautica Aviatori d'Italia, organizzata in collaborazione con la Sezione di Salerno e l'Aero Club Salerno, e patrocinata dal Comune di Salerno — si avvale del contributo e del supporto istituzionale della Camera di Commercio di Salerno, da sempre in prima linea nella valorizzazione delle eccellenze locali e nella promozione delle ricadute economiche per il tessuto imprenditoriale della provincia.

Programma generale delle iniziative aperte alla cittadinanza

  • Villaggio Azzurro (Lungomare Santa Teresa): Da venerdì 25 a domenica 27 settembre (inaugurazione venerdì ore 10:30). Area espositiva con simulatori di volo dinamici, mostra statica del cockpit del caccia Tornado e stand informativi dell'Aeronautica Militare.
  • Prove Ufficiali dell'Air Show (Lungomare di Pastena): Sabato 26 settembre dalle ore 15:30 circa. Sessione addestrativa della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
  • Corteo e Raduno Nazionale (Da Piazza Dante a Piazza della Libertà): Domenica 27 settembre dalle ore 9:30. Sfilata solenne e celebrazioni ufficiali (in collaborazione con CNA Salerno).
  • Grande Air Show Frecce Tricolori (Lungomare Marconi / Pastena): Domenica 27 settembre dalle ore 16:00 alle 18:00. Soccorso aereo in mare (elicotteri HH139), paracadutisti ed esibizione finale delle Frecce Tricolori.
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Ven 18 Set, 2026
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IA e imprese: una su 5 la adotta, ma la spinta è a due velocità

Nell’industria l'uso raddoppia al 13,6%

Maturità digitale, R&S integrata ed export incidono sulla svolta

 

Roma, 15 settembre 2026 – L’Intelligenza Artificiale conquista sempre di più il sistema produttivo italiano, avvicinandosi alla soglia di adozione di una impresa su cinque. Tra il 2024 e il 2025, la quota di aziende che dichiara di utilizzare soluzioni di IA è passata dal 13,1% al 19,5%, mettendo a segno un balzo di oltre 6 punti percentuali. A fotografare l'evoluzione è l’analisi di Unioncamere effettuata in collaborazione con Dintec, basata sulle oltre 20.000 rilevazioni realizzate negli ultimi due anni con il SELFI4.0, lo strumento di assessment dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio. I dati evidenziano un consolidamento dell’utilizzo della tecnologia, pur mostrando un ritmo di adozione diverso tra i settori e fortemente condizionato dalla maturità digitale e dalle capacità organizzative delle imprese.

 

“L'intelligenza artificiale in Italia è in una fase di prima applicazione nelle aziende”, commenta il segretario generale di UnioncamereGiuseppe Tripoli. “Per questo vanno accompagnate, soprattutto le imprese più piccole. Il sistema camerale ha messo a disposizione incentivi economici e voucher, strumenti operativi come i laboratori per sperimentare l'IA e specifici percorsi di formazione. Inoltre, sono state attivate una serie di collaborazioni, come quella con l'Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), per realizzare una rete ampia di consulenze specialistiche adeguate”.

 

La IA nei settori

Se i Servizi si confermano il comparto trainante (utilizza questa tecnologia il 25,9% delle imprese, in aumento dal 19,1% del 2024), la sorpresa dell'ultimo anno arriva dal manifatturiero e dalle filiere tradizionali. L’Industria, infatti, registra l'incremento più marcato in termini assoluti, più che raddoppiando l'adozione dal 6,2% del 2024 al 13,60% del 2025 (+7,4 punti percentuali). Al suo interno, le Filiere del Made in Italy (Moda, Automotive, Arredo, Agroalimentare) fanno passi da gigante. Se nel 2023 utilizzava l'IA appena il 3% delle imprese, la quota è salita al 6,3% nel 2024 fino a toccare l'11% nel 2025, quasi quadruplicando il dato iniziale nell'arco di un triennio. Ciò dimostra come anche nei settori più maturi stia crescendo la consapevolezza del potenziale dell’IA come strumento di supporto all’innovazione, all’efficientamento dei processi e al rafforzamento della competitività. Aumenta anche la quota di imprese che hanno adottato la IA nel Commercio, che sale al 13% (+4,2 pp) e nell’agricoltura (dal 5,2% all'8,1%).

 

I fattori di spinta: maturità digitale, R&S ed export

L'integrazione dell'IA sembra premiare le realtà già proiettate all’innovazione digitale. Le imprese che adottano l’intelligenza artificiale, infatti, hanno una maturità digitale superiore alle altre (su una scala da 0 a 4, il punteggio medio di maturità digitale delle imprese che adottano l'IA è di 2,81, contro il 2,17 di chi non la usa). C’è poi una correlazione tra l’uso dell’IA e la capacità di gestione delle attività di progettazione, ricerca e sviluppo (R&S): tra le imprese che usano l'IA, il 39,3% gestisce la R&S in modalità completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali (contro il 24,1% di chi non usa l'IA). Altro fattore di spinta all’utilizzo di questa tecnologia è l’internazionalizzazione. Le imprese che esportano mostrano un tasso di adozione dell'IA dell'11,9%, contro il 7,1% di quelle attive unicamente sul mercato interno.

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Mar 15 Set, 2026
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Lavoro: a settembre 565mila entrate programmate dalle imprese italiane

Tra le professioni in maggiore crescita tecnici di apparecchiature ottiche 

e audio-video, specialisti dell’educazione e ingegneri

 

Roma, 11 settembre 2026 – Sono 565mila le entrate programmate dalle imprese a settembre 2026[1], mentre salgono a 1,5 milioni quelle previste complessivamente nel trimestre settembre-novembre. I servizi concentrano il 65,6% delle entrate programmate, mentre il 26,5% riguarda l’industria, comprese le costruzioni, e il 7,9% il settore primario. Rispetto a settembre dello scorso anno, la domanda mensile risulta in lieve riduzione (-0,6%), ma il mercato del lavoro continua a mostrare un’elevata necessità di personale e una forte selettività nei profili ricercati., con una difficoltà di reperimento che si attesta al 44% Lo rileva il Sistema di monitoraggio Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Le professioni più richieste 

A settembre sono previste 177mila entrate tra impiegati, professioni commerciali e nei servizi, pari al 31,4% della domanda complessiva, seguite da 163mila entrate per operai specializzati, conduttori di impianti e macchine (28,8%) e da 120mila entrate per dirigenti, specialisti e tecnici (21,3%). Gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione sono la professione più richiesta a settembre (66.790, l'11,8% del totale dei contratti previsti). Seguono gli addetti alle vendite (41.300), il personale non qualificato nei servizi di pulizia (34.820), il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna di merci e i conduttori di veicoli a motore (29.180). 

 

Le professioni che crescono di più

Da questo mese, Excelsior evidenzia le professioni che stanno registrando i maggiori incrementi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente[2]. Tra dirigenti, specialisti e tecnici, le professioni con la crescita più significativa sono i tecnici di apparecchiature ottiche e audio-video, gli altri specialisti dell’educazione e della formazione e gli ingegneri. Tra impiegati, professioni commerciali e nei servizi emergono invece gli addetti alle macchine d’ufficio, gli esercenti delle vendite e le professioni qualificate nei servizi ricreativi e culturali. Tra operai specializzati, conduttori di impianti e macchine, i maggiori incrementi riguardano i conduttori di veicoli a motore, i conduttori di macchine per il movimento terra, il sollevamento e la movimentazione dei materiali e gli operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per la lavorazione dei metalli e dei prodotti minerali. 

 

La situazione nelle regioni 

Lombardia (114.480), Lazio (58.790) e Veneto (51.610) restano le regioni con più entrate programmate a settembre. Le variazioni più marcate rispetto allo stesso periodo del 2025 sono quelle di Basilicata (+14,9%), Trentino-Alto Adige (+9,4%) e Puglia (+6,6%), mentre le flessioni maggiori si concentrano in Abruzzo (-8,9%) e Liguria (-7,2%).

 

Le difficoltà nel trovare i lavoratori

A settembre le imprese incontrano difficoltà a trovare il 44,1% dei lavoratori, soprattutto per la mancanza di candidati e, in misura minore, per una preparazione non adeguata. 

Le difficoltà risultano particolarmente elevate per alcune professioni. Tra dirigenti, specialisti e tecnici raggiungono il 73,3% per gli specialisti nelle scienze della vita, il 67,3% per direttori e dirigenti generali di aziende e il 63,5% per i tecnici in campo ingegneristico. Nel gruppo degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi si arriva al 90,9% per gli esercenti delle vendite e al 72,6% per le professioni qualificate nei servizi ricreativi e culturali. Tra gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine, il mismatch raggiunge l’86% per brillatori, tagliatori di pietre e coltivatori di saline e l’83,8% per i conduttori di impianti per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali. 

 

Chi cercano le imprese

Considerando le caratteristiche delle entrate programmate, Excelsior mostra che nel 65% dei casi è richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore, mentre il 18,5% è destinato a persone con un titolo terziario, laurea o diploma ITS Academy. Inoltre, il 27,6% degli ingressi riguarda under 30, il 23% lavoratori stranieri e il 17,1% personale femminile.  Il 22% delle entrate sarà stabile, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. 

 

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[1] Le previsioni del mese di settembre riguardano i contratti con una durata di almeno 20 giorni lavorativi programmati dalle imprese del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca), dell'industria e dei servizi iscritte al Registro Imprese delle Camere di Commercio, aventi almeno 1 lavoratore alle dipendenze. Le previsioni sono state acquisite nel periodo 8-24 luglio 2026 utilizzando principalmente la tecnica di compilazione in modalità CAWI attraverso le interviste realizzate presso circa di 100mila imprese.

[2] Incrementi calcolati secondo l'algoritmo di BIRCH (Balanced Iterative Reducing and Clustering using Hierarchies)

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Ven 11 Set, 2026
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Street food, in dieci anni conquista l'Italia: 4.500 imprese in 2mila Comuni

Negli ultimi dieci anni i comuni con almeno un'impresa sono cresciuti del +57%, raddoppiato il numero delle imprese del comparto

 

Roma, 28 agosto 2026 – Dieci anni fa lo street food era soprattutto un fenomeno urbano, concentrato nelle grandi città e nelle mete turistiche più consolidate. Oggi è diventato una presenza stabile nel tessuto economico locale, capace di raggiungere anche piccoli centri, aree costiere e borghi dell'entroterra. A raccontare questa trasformazione sono i dati del Registro delle Imprese elaborati da Unioncamere e InfoCamere.   

Al 31 marzo 2026 i Comuni italiani con almeno un'impresa registrata che svolge un’attività riconducibile allo street food sono 1.975, contro i 1.258 del 2016. In dieci anni la geografia del settore si è dunque allargata includendo 717 nuovi Comuni, per una crescita del perimetro coperto pari al 57%. Nello stesso periodo il numero complessivo delle imprese è quasi raddoppiato, passando da 2.271 a 4.286 unità (+88,7%). Oggi più di un Comune italiano su quattro ospita almeno un'attività del comparto, mentre dieci anni fa il fenomeno riguardava poco più di uno su sei.

Dietro questi numeri emerge un cambiamento più profondo: lo street food non rappresenta più soltanto una modalità alternativa di ristorazione, ma un modello imprenditoriale che ha saputo adattarsi a contesti molto diversi tra loro, intercettando nuove abitudini di consumo, la crescita del turismo esperienziale e una domanda sempre più orientata verso formule di ristorazione flessibili, informali e di prossimità.

La diffusione territoriale conferma questa evoluzione. Il Mezzogiorno concentra quasi la metà delle imprese registrate, a testimonianza del legame tra street food e crescente attrattività turistica e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.

A livello regionale, dopo la Lombardia saldamente in testa con 544 imprese, nel 2026 le regioni con il maggior numero di attività sono Sicilia (514), Puglia (510), Lazio (371) e Campania (361). Tra le province, alle spalle di Milano (256 imprese) troviamo Roma (230), Lecce (192), Torino (170) e Napoli (162). Scendendo infine a livello comunale, la palma di regina dello street food va a Roma (129 attività) che scavalca di pochissimo Milano (128). A distanza seguono Torino (78), Palermo (48) e Bari (44).

Come detto, il dato forse più significativo che emerge dall’analisi riguarda l'espansione del fenomeno oltre i tradizionali poli urbani: sono infatti 717 i Comuni italiani entrati per la prima volta nella mappa dello street food nell'arco dell'ultimo decennio, segnale di un settore che continua ad ampliare la propria presenza sul territorio nazionale.

Parallelamente, è cambiata anche la struttura imprenditoriale del comparto. Le imprese individuali restano la forma prevalente, con 3.157 attività registrate e una quota pari al 73,7% del totale, confermando il forte radicamento di iniziative di piccola dimensione e spesso a carattere familiare. Accanto a questa componente storica si osserva però un processo di progressiva strutturazione del settore. Le società di capitale sono passate da 105 a 620 unità in dieci anni, registrando una crescita che sfiora il 500%. La loro incidenza sul totale delle imprese è salita dal 4,6% al 14,5%, evidenziando un comparto sempre più capace di attrarre investimenti e consolidare la propria presenza sul mercato.

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Ven 28 Ago, 2026
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L'accordo per l'export MAECI-Unioncamere e il traguardo del numero di imprese che usano l'app Impresa Italia nel nuovo numero del magazine

È disponibile il nuovo numero di Unioncamere Economia & Imprese, il magazine digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di
commercio, che contiene un approfondimento speciale, a pag. 18, del recente accordo siglato tra Unioncamere e ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per incentivare l’export del Made in Italy, intesa che riporta Unioncamere e l’intero Sistema camerale nella squadra nazionale a supporto dell’internazionalizzazione d’impresa.

Il numero è aperto da un articolo dedicato all’app Impresa Italia, realizzata da InfoCamere per conto delle Camere di commercio, che ha superato lo storico traguardo di
1,5 milioni di imprese aderenti. Si parla poi degli incentivi pensati per attrarre e trattenere in Italia i lavoratori qualificati e delle iniziative del Sistema camerale per la certificazione
delle competenze
, come il servizio “Certifica competenze”, avviato nelle scuole secondarie negli ultimi anni, che ha coinvolto 40 Camere di commercio, 2.427 imprese,
496 istituti scolastici, 17.446 studenti e 1.190 tutor scolastici.

A seguire, gli articoli dedicati al Premio di Eccellenza Duale, che riconosce i migliori progetti di formazione in Italia, a Donne in Digitale e Digit@Donna, i percorsi formativi digitali
pensati per le donne.

Nelle pagine successive del magazine trovate articoli dedicati alla nuova veste grafica del portale del Servizio Nuove Imprese, del Rapporto sulle medie imprese industriali italiane del Centro Studi Tagliacarne, della presentazione del Libro bianco sul credito alle mPI.

E molto altro ancora... Buona lettura!

 

Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove è possibile sfogliare anche i numeri precedenti.

Unioncamere Economia&Imprese n.6/2026  (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

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Mer 05 Ago, 2026
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Imprese in Italia, nel secondo trimestre 33mila attività in più

 

Trainano servizi e costruzioni

In ripresa l’artigianato (+5mila)

Un terzo della crescita si concentra nel Mezzogiorno,

ma il Centro registra il tasso di sviluppo più elevato (+0,64%).

Roma, 23 luglio 2026 – Il secondo trimestre del 2026 conferma la tenuta del sistema imprenditoriale italiano. Tra aprile e giugno il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è positivo per 32.709 unità, risultato di 83.169 iscrizioni e 50.460 cessazioni (al netto delle cancellazioni d'ufficio). Il tasso di crescita si mantiene al +0,56%, lo stesso registrato nello stesso periodo del 2025, portando a 5.823.863 il numero complessivo delle imprese registrate. Nel corso del trimestre, le imprese artigiane hanno fatto registrare 21.542 iscrizioni e 16.341 cessazioni, con un saldo netto di +5.201 unità e un tasso di crescita del +0,43%, portando lo stock totale a 1.226.925 imprese.

Questi i dati che emergono da Movimprese, l'analisi statistica condotta da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio. Tutti i dati sono disponibili su http://www.infocamere.it/movimprese e navigabili dalla dashboard interattiva.

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Gio 23 Lug, 2026
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Previsioni occupazionali di luglio 2026: in provincia di Salerno programmate 16.510 entrate.

In provincia di Salerno le imprese hanno programmato 16.510 nuove entrate nel mese di luglio 2026 (+970 rispetto a luglio 2025) e 33.770 per l’intero trimestre luglio-settembre. È quanto emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno sui dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I punti chiave del mese di luglio:

  • I settori trainanti: Il comparto dei Servizi guida la domanda di lavoro concentrando il 52% delle entrate complessive (8.510 assunzioni), trainato da alloggio, ristorazione e servizi turistici (3.030). L’Industria prevede 6.770 ingressi, con una forte spinta dell’agroalimentare (5.230). Il Settore Primario programma 1.240 entrate e le Costruzioni 770.
  • Forme contrattuali e imprese: Il 55% dei contratti sarà offerto da imprese con meno di 50 dipendenti.
  • Target e requisiti: Il 27% della domanda si rivolge ai giovani under 30 e il 22% a lavoratori immigrati. Il 60% dei profili richiede esperienza specifica. Quanto ai titoli di studio, il 50% riguarda diplomi/qualifiche professionali, l'18% diplomi di scuola superiore e il 5% la laurea.
  • Difficoltà di reperimento: Resta il fenomeno del mismatch, anche se in calo: la difficoltà delle imprese nel trovare i profili ricercati riguarda 33 casi su 100 (a fronte dei 41 su 100 di luglio 2025 e del 42,6% medio nazionale).

Per saperne di più consulta l'analisi, il bollettino e l tavole statistiche

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Mar 21 Lug, 2026
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Lavoro: oltre 568mila entrate previste dalle imprese italiane a luglio e circa 1,5 milioni nel trimestre

Roma, 10 luglio 2026 – A luglio le imprese prevedono quasi 568mila ingressi, mentre nel trimestre luglio-settembre il fabbisogno occupazionale si attesta su 1,5 milioni di contratti. Nel confronto con luglio 2025, la domanda di lavoro mostra una lieve flessione, pari a circa 7mila unità (-1,1%); nel trimestre il calo è di circa 39mila entrate (-2,6%). A livello settoriale, la flessione interessa quasi tutti i comparti, con l’eccezione dell’agricoltura (+8,9 nel mese), dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+1,6%), delle industrie alimentari (+1,2%) e dei servizi operativi (+0,8%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di luglio. [1]

 

[1] Le previsioni del mese di luglio riguardano i contratti con una durata di almeno 20 giorni lavorativi programmati dalle imprese del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca), dell'industria e dei servizi iscritte al Registro Imprese delle Camere di Commercio, aventi almeno 1 lavoratore alle dipendenze. Le previsioni sono state acquisite nel periodo 13 maggio 2026 - 29 maggio 2026 utilizzando principalmente la tecnica di compilazione in modalità CAWI attraverso le interviste realizzate presso circa di 120mila imprese.

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Ven 10 Lug, 2026
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Lo speciale dedicato alla Conferenza nazionale delle Camere di commercio italiane nel nuovo numero di Unioncamere Economia & Imprese

È disponibile il quinto numero del 2026 di Unioncamere Economia & Imprese, il magazine digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio. Apre il numero lo speciale dedicato alla conferenza nazionale delle Camere di commercio svoltasi a Capaccio Paestum: due giornate di lavoro in cui sono stati protagonisti Europa e giovani, considerati priorità strategiche per il nostro Paese. Si parla poi dei 30 anni del Registro delle Imprese, celebrati da un convegno promosso dalla CdC di Padova con Unioncamere e Infocamere, che ha acceso i riflettori sul valore economico generato da questo strumento, sui costi della burocrazia e sulla possibilità di ridurli grazie alla digitalizzazione dei servizi camerali.

A seguire, parliamo del portale Your Europe, punto di accesso ufficiale alle informazioni su diritti, obblighi e servizi disponibili nell’Ue in ambiti concreti della vita quotidiana e dell’attività economica. Nelle pagine successive del magazine trovate articoli dedicati al Carnet ATA, documento fondamentale per il commercio internazionale, che diventa digitale; alla strategia per l’attrazione degli investimenti esteri in Lombardia, definita dalla Regione insieme a Camera di commercio di Milano Monza Brianza LodiUnioncamere Lombardia e Promos Italia; al IV Rapporto Italia Generativa, che analizza il contributo femminile all’economia e al mondo del lavoro; al rapporto “Il settore dell’aftermarket dell’automotive in movimento”, presentato a Modena e realizzato dal Centro Studi Tagliacarne per conto della Camera di commercio locale, in collaborazione con la Camera di commercio di Torino.

E molto altro ancora... Buona lettura!

 

Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove è possibile sfogliare anche i numeri precedenti.

Unioncamere Economia&Imprese n.5/2026  (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

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Lun 22 Giu, 2026
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Mercato del lavoro a Salerno: oltre 12mila assunzioni previste a giugno

È disponibile il nuovo bollettino del Sistema Informativo Excelsior (realizzato da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), che monitora le previsioni occupazionali delle imprese per il mese di giugno 2026 e per il trimestre giugno-agosto 2026. I dati, elaborati su base provinciale dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno, mostrano un mercato del lavoro dinamico, trainato fortemente dal comparto turistico e dai servizi, ma caratterizzato anche da una significativa richiesta di esperienza e da una persistente (seppur ridotta) difficoltà nel reperire specifiche figure professionali. 

 

I numeri chiave della domanda di lavoro

In provincia di Salerno si prevede un trend positivo rispetto allo scorso anno, con una richiesta di manodopera concentrata prevalentemente nelle piccole e medie imprese:

  • 12.940 assunzioni programmate nel solo mese di giugno.
  • 37.580 le entrate complessive stimate per il trimestre giugno-agosto. 
  • 73% della domanda localizzato nel settore dei Servizi. 
  • 79% dei contratti offerto da imprese con meno di 50 dipendenti. 

 

Settori trainanti: turismo e servizi in cima alla lista

Il comparto dei Servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici si conferma il vero motore occupazionale dell'inizio estate, complice la stagione balneare e culturale: 

  • Turismo e ristorazione: 4.140 assunzioni a giugno (8.840 nel trimestre). 
  • Servizi alle persone: 1.620 entrate previste. 
  • Commercio: 1.540 inserimenti programmati. 
  • Industria e Costruzioni: l'industria prevede nel complesso 2.240 entrate, di cui 830 destinate specificamente al comparto edile. 
  • Agricoltura: il settore primario programma oltre 1.200 ingressi mensili. 

 

Identikit dei profili e tipologie contrattuali

Le professioni commerciali e dei servizi rappresentano la quota più consistente della domanda totale. Ecco la ripartizione dettagliata delle entrate previste per macro-profilo professionale: 

  • Professioni commerciali e dei servizi: 37%  
  • Operai specializzati e conduttori impianti: 25%  
  • Profili generici: 24%  
  • Dirigenti, specialisti e tecnici: 7%  
  • Impiegati: 7%  

 

Difficoltà di reperimento e competenze richieste

Trovare i candidati ideali resta complesso, ma si registra un lieve miglioramento locale: a Salerno la difficoltà di reperimento scende a 37 casi su 100 (rispetto ai 41 su 100 dello scorso anno), posizionandosi al di sotto della media nazionale che si attesta al 42%. 

I datori di lavoro del territorio cercano profili già pronti e autonomi: ben nel 70% dei casi viene espressamente richiesta un'esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Resta alta l'attenzione al ricambio generazionale, con una quota d'impiego destinata ai giovani under 30 pari al 28%, mentre il 16% delle entrate sarà rivolto a lavoratori immigrati. 

Per saperne di più consulta i documenti allegati.

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Ven 12 Giu, 2026