Informazione economica

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Lunedì 9 Settembre 2024

Agrifood Future: nel 2023 l'agricoltura 4.0 cresce del 19%, per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro

 

  • Il mercato delle soluzioni digitali per la tracciabilità registra un importante trend di crescita, con un incremento del 22% in Italia nel 2023
  • Il carbon farming si conferma una pratica poco adottata in Italia, con solo il 22% delle aziende agricole che dichiara di conoscerlo e solo il 9% che lo adotta effettivamente

 

Salerno, 9 settembre 2024 - Nel 2023, il mercato dell'Agricoltura 4.0 in Italia ha raggiunto un valore di 2,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 19% rispetto all'anno precedente. Nonostante la crescita inferiore rispetto al periodo 2021-2022 (+31%), il settore continua a mostrare un interesse vivace per le soluzioni digitali, con un aumento delle soluzioni innovative disponibili sul mercato (+10%) e dei provider tecnologici (+13%).

 

E’ quanto emerge da una ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia, presentata stamattina nel corso della seconda giornata di Agrifood Future 2024, la manifestazione organizzata da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Salerno, che mira a consolidare il suo ruolo di riferimento nazionale per il settore agroalimentare. 

Il report dimostra che i processi basati sull’intelligenza artificiale guideranno la  trasformazione del settore agroalimentare. Rimane, tuttavia, centrale l’esigenza di fornire maggiore supporto alle piccole e medie imprese nei processi di transizione digitale. Le aziende agricole si stanno focalizzando su soluzioni di software necessarie per l'integrazione dei dati e la gestione efficiente delle risorse.

"Il futuro dell'agricoltura italiana passa inevitabilmente attraverso l'integrazione di tecnologie avanzate e l’intelligenza artificiale” dichiara il direttore scientifico dell’evento Alex Giordano. “Questi strumenti non sono solo un'opportunità per aumentare la produttività, ma soprattutto per rendere le nostre pratiche agricole più sostenibili ed efficienti. Grazie all'AI, possiamo ottimizzare l'uso delle risorse naturali, ridurre gli sprechi e migliorare la gestione dei dati, garantendo una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare. L'Italia ha tutte le potenzialità per guidare questa trasformazione, ma è essenziale fornire alle piccole e medie imprese il supporto necessario per adottare queste tecnologie e competere su scala globale. La combinazione di innovazione tecnologica e rispetto per l'ambiente può essere la chiave per un'agricoltura più resiliente e competitiva"

Il carbon farming - pratica agricola che mira a catturare e immagazzinare carbonio nel suolo per ridurre le emissioni di gas serra e preservare la biodiversità - resta limitata in Italia, con solo il 22% delle aziende agricole che dichiara di conoscerla e solo il 9% che lo adotta effettivamente.

La tracciabilità digitale si conferma uno strumento chiave per garantire trasparenza e sostenibilità lungo la filiera agroalimentare. Il mercato delle soluzioni digitali per la tracciabilità è in forte crescita, con un incremento del 22% nel 2023. Il report sottolinea come le tecnologie come l'Internet of Things, il Cloud e la Blockchain stiano trasformando il modo in cui i dati vengono raccolti e condivisi, migliorando la visibilità e la sicurezza delle informazioni lungo la supply chain.

La seconda edizione di Agrifood Future offre un’arena non ideologica per discutere soluzioni e idee innovative. L’appuntamento è a Salerno dall'8 al 10 settembre in diverse location della città, con un programma ricco di interventi, workshop e momenti di confronto su temi cruciali per il futuro dell'agroindustria.

Ultima modifica: Lunedì 9 Settembre 2024
Lunedì 9 Settembre 2024

AgriFood Future 2024: Il cambiamento climatico riduce il valore aggiunto della produzione agricola del -2,5%

 

  • L’Istituto Tagliacarne e Unioncamere presentano oggi a Salerno il rapporto annuale sull’agroalimentare italiano.
  • La filiera agroalimentare rappresenta il 27% del fatturato delle imprese italiane.
  • Oltre l’80% delle imprese agricole investe in tecnologie per l’innovazione e la sostenibilità

 

Salerno, 8 Settembre 2024 - Il cambiamento climatico impatta negativamente sul settore agricolo italiano, riducendo il valore aggiunto del -2,5% nel 2023. La produzione di vino è crollata del -17,4% e quella di frutta del -11,2%, mentre il comparto florovivaistico e quello dell'olio d'oliva hanno registrato cali rispettivamente del -3,9% e del -3%​. Tuttavia, alcune colture, come quelle industriali (+10,2%) e i cereali (+6,6%), hanno registrato un'annata favorevole.

È quanto emerge dal rapporto dell'Istituto Tagliacarne che verrà presentato ad AgriFood Future 2024, la manifestazione organizzata da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Salerno, che mira a consolidare il suo ruolo di riferimento nazionale per il settore agroalimentare, con uno sguardo teso al prossimo G7 Agricoltura.

Il rapporto, realizzato in collaborazione con Unioncamere, evidenzia come l’Agrifood continui a essere una colonna portante dell'economia italiana: l'intera filiera rappresenta il 27% del fatturato delle imprese nazionali, con una quota che sale al 29% nel Mezzogiorno, nonostante l'apparente contenimento del peso economico del settore (il 4,2% del valore aggiunto totale, con il 2,2% per l'agricoltura e il 2,0% per l'alimentare).

Consapevoli che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia sempre maggiore, oltre l'80% delle imprese agricole sul territorio nazionale e il 90% nel Mezzogiorno ha investito in tecnologie per ridurre o annullare l'impatto ambientale” dichiara il presidente di Unioncamere Andrea Prete. “Il 54,5% delle aziende del comparto ha implementato impianti per la produzione di energia rinnovabile, con una quota che sale al 64,4% nel Sud. E’ ormai urgente che le imprese, soprattutto nel Mezzogiorno, si attrezzino per affrontare i cambiamenti climatici con il supporto della tecnologia. E’ quello che cercheremo di fare ad Agrifood Future, fornire strumenti concreti alle imprese volti a favorire il cambiamento”, conclude Prete.

Negli ultimi 40 anni, si è registrata una significativa riduzione del numero di imprese agricole (-66%), fenomeno che ha visto un’accelerazione negli ultimi due decenni a causa della difficoltà nel mantenere la sostenibilità economica delle piccole aziende. Tuttavia, si è assistito a un aumento del 15,1% delle società di capitali nel settore agricolo, un segno di trasformazione e professionalizzazione del settore.

Il 64,5% ha investito nel miglioramento delle competenze tecnico-professionali del proprio personale, mentre il 44,9% ha puntato su nuove competenze, confermando l'importanza della formazione per affrontare le sfide del futuro.

Nell’indagine si prevede una crescita del fatturato per il settore agroalimentare del Mezzogiorno nel 2024-2025. Circa il 40% delle imprese si aspetta un aumento entro il 2025, con una maggiore attenzione a digitalizzazione, tecnologie avanzate e responsabilità ambientale.

La seconda edizione di Agrifood Future offrirà un’arena non ideologica per discutere soluzioni e idee innovative. L’appuntamento è a Salerno dall'8 al 10 settembre in diverse location della città, con un programma ricco di interventi, workshop e momenti di confronto su temi cruciali per il futuro dell'agroindustria.

Ultima modifica: Lunedì 9 Settembre 2024
Venerdì 6 Settembre 2024

Brevetti Made in Italy: ai nastri di partenza i nuovi Voucher 3I

Per startup e microimprese per la consulenza sulla brevettazione di invenzioni industriali.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 8 agosto 2024 con i criteri per la concessione dell’incentivo Voucher 3I previsto dalla Legge su Made in Italy (articolo 6 della legge 206/2023) . https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/12/27/23G00221/sg

 

La norma finanzia l’incentivo per startup e microimprese volto a promuovere la conoscenza delle potenzialità connesse alla brevettazione delle invenzioni industriali, tramite il ricorso a servizi professionali resi da avvocati e consulenti in proprietà industriale.

Il Voucher 3I – Investire in innovazione può essere utilizzato «per l’acquisto di servizi di consulenza relativi alla verifica della brevettabilità dell’invenzione e all’effettuazione delle ricerche di anteriorità preventive, alla redazione della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi e all’estensione all’estero della domanda nazionale».

I criteri e le modalità di erogazione de contributo – che vanta una dotazione finanziaria di 9 milioni di euro per il biennio 2023-2024 – sono illustrati nel Decreto 8 agosto 2024 (Concessione, per l’anno 2024, della misura agevolativa del voucher 3I)

Tramite il “Voucher 3I” sarà possibile acquisire i seguenti servizi di consulenza forniti dai professionisti iscritti negli elenchi gestiti dal Consiglio Nazionale Forense e dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale:

  •  verifica della brevettabilità dell’invenzione e ricerche di anteriorità preventive;
  •  stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi;
  •  deposito all’estero di una domanda che rivendica la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto.

L’importo dell’agevolazione sarà concesso in regime “de minimis”, nelle misure di 1.000, 3.000 e 4.000 euro + IVA.

Con successivo decreto direttoriale del Ministero sarà fissato il termine di apertura per la presentazione delle domande ad Invitalia, soggetto gestore della misura.

Ultima modifica: Venerdì 6 Settembre 2024
Venerdì 6 Settembre 2024

Programma "Specializzazione Intelligente: incentivi per le imprese del Sud"

 

A partire dal 10 settembre 2024, le imprese del Mezzogiorno – più precisamente quelle localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – potranno presentare domanda per accedere agli incentivi destinati ai progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della “Strategia nazionale di specializzazione intelligente” e sono finalizzati a sostenere progetti innovativi di rilevanza strategica per il sistema produttivo italiano.

Cosa finanzia il programma Specializzazione intelligente

Il programma sostiene progetti che prevedono attività di ricerca e sviluppo sperimentale, finalizzati alla creazione o al miglioramento di prodotti, processi o servizi. I progetti devono rientrare nelle aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI) e devono fare uso di tecnologie abilitanti fondamentali (KETs), come nanotecnologie, materiali avanzati, fotonica, micro/nano elettronica, intelligenza artificiale, e sistemi avanzati di produzione.

Chi può partecipare

Gli incentivi sono destinati a imprese di qualsiasi dimensione che operano nei settori industriale, agroindustriale, artigiano e dei servizi all’industria. Anche i centri di ricerca possono partecipare, sia individualmente sia in forma congiunta. Per essere ammisse, le imprese devono avere almeno due bilanci approvati e devono essere localizzate nelle regioni indicate.

Per accedere agli incentivi, i progetti devono avere un valore compreso tra 3 e 20 milioni di euro e devono essere realizzati in una delle regioni ammissibili. Inoltre, i progetti devono avere una durata minima di 12 mesi e massima di 36 mesi, e devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di agevolazione.

Le agevolazioni disponibili

Le agevolazioni sono suddivise in due forme principali:

  •  finanziamenti agevolati fino al 50% delle spese ammissibili per le grandi imprese e fino al 40% per le piccole e medie imprese (PMI).
  •  contributi diretti alla spesa dal 15% al 30% delle spese ammissibili, a seconda della dimensione dell’impresa.

Come fare domanda di incentivi

Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite lo sportello online di Mediocredito Centrale, a partire dalle ore 10.00 del 10 settembre 2024.

La documentazione necessaria, inclusa l’attestazione creditizia rilasciata da una banca finanziatrice convenzionata, deve essere caricata tramite la piattaforma disponibile sul sito del soggetto gestore.

Per ulteriori informazioni e per accedere alla procedura di presentazione delle domande, è possibile visitare il sito dedicato del Fondo per la crescita sostenibile (fondocrescitasostenibile.mcc.it).

MiSE - FCS - Login (mcc.it)

Ultima modifica: Venerdì 6 Settembre 2024
Venerdì 6 Settembre 2024

Nel quinquennio 2024-2028 in Italia saranno necessari tra 3,4 e 3,9 milioni di lavoratori 

Nel fabbisogno delle imprese, fino a un lavoratore su 5 potrebbe essere immigrato

 

Roma, 6 settembre 2024 – Nel quinquennio 2024-2028 il fabbisogno occupazionale delle imprese e pubbliche amministrazioni italiane potrà variare tra 3,4 e 3,9 milioni di occupati, a seconda dello scenario macroeconomico considerato.

La maggior parte della domanda sarà determinata dalle necessità di sostituzione dei lavoratori in uscita dal mercato del lavoro (pari al 78% del fabbisogno nello scenario positivo e all’88% in quello negativo), mentre la crescita dello stock occupazionale tra 2024 e 2028 sarà compresa tra 405mila e 832mila unità (tabella 1).

Sulle previsioni incide per lo più l’effetto positivo atteso dall’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che, nel caso di piena realizzazione degli investimenti, si stima possa attivare nel complesso circa 970mila occupati considerando sia gli effetti diretti che indiretti e sull’indotto. Le filiere maggiormente beneficiate saranno secondo le stime: “finanza e consulenza” (con il 23% dell’impatto occupazionale complessivo del PNRR), “commercio e turismo” (21%), “formazione e cultura” (12%), “costruzioni e infrastrutture” e “altri servizi pubblici e privati” (entrambe con il 10%).

 

E’ quanto emerge dall’aggiornamento di luglio del report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028)”, elaborato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

 

A determinare oltre il 18% dell’intero fabbisogno nazionale dello scenario positivo (tabella 2) è la Lombardia – con un fabbisogno atteso di 709mila occupati – seguita dal Lazio (391mila unità, pari al 10,1% del totale), dal Veneto (326mila unità, 8,4%), dall’Emilia-Romagna (325mila unità, 8,4%) e dalla Campania (312mila unità, 8,1%).

 

Si stima che il fabbisogno di lavoratori immigrati da parte dei settori privati per il prossimo quinquennio potrebbe raggiungere le 640mila unità (tabella 3). Il fabbisogno di personale straniero, calcolato come quota sul fabbisogno previsto del settore, inciderà maggiormente nell’agricoltura (35%) e nell’industria (28%), mentre a livello di filiera saranno particolarmente rilevanti i fabbisogni di “moda” (45,7%), “mobilità e logistica” (33%), “agroalimentare” (32,1%), “legno e arredo” (29,9%) e “costruzioni e infrastrutture” (29,4%).

 

Per quanto riguarda i livelli di istruzione, si prevede che tra il 37-38% del fabbisogno occupazionale del quinquennio riguarderà professioni per cui è richiesta una formazione terziaria (laurea, diploma ITS Academy o AFAM), mentre al 47-48% del personale sarà richiesto il possesso di una formazione secondaria di secondo grado tecnico-professionale.

Ultima modifica: Venerdì 6 Settembre 2024
Venerdì 6 Settembre 2024

Transizione 5.0, imprenditoria migrante, economia del mare nel nuovo numero di “Unioncamere Economia & Imprese”

È disponibile il nuovo numero del magazine delle Camere di commercio italiane “Unioncamere Economia & Imprese”, il giornale digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio. 

Apre il numero l’editoriale del direttore Antonio Paoletti, dedicato alla necessità di nuove competenze richieste dalla doppia transizione digitale ed ecologica e degli investimenti necessari per colmare le carenze formative esistenti. Si parla poi del nuovo piano Transizione 5.0 e delle iniziative dei Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio a supporto del tessuto imprenditoriale per accompagnare le imprese nell’avvio di progetti di innovazione che comportino una riduzione dei consumi energetici.

A seguire, l’articolo dedicato a Futurae, il progetto promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato da Unioncamere per sostenere lo sviluppo ed il consolidamento dell’imprenditoria migrante.

Si parla poi del XII Rapporto sull’economia del mare, realizzato da Unioncamere, Centro studi G. Tagliacarne, Camera di commercio di Frosinone Latina, Informare, Ossermare e Network Blue Forum Italia: un settore che si sta dimostrando un potente motore di crescita per l’economia italiana. Altri temi trattati sono il catalogo degli Sportelli unici per le attività produttive (SUAP), messo a disposizione da Unioncamere sul portale impresainungiorno.gov con l’assistenza tecnologica di Infocamere; del progetto della Camera di commercio del Molise MOLISMART per la digitalizzazione e la semplificazione dei rapporti tra imprese e PA; della nuova edizione di Donne in digitale, percorso formativo gratuito promosso da Unioncamere in un’ottica di contrasto al gender gap.

E molto altro ancora… Buona lettura!

Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove é possibile sfogliare anche i numeri precedenti.


Unioncamere Economia&Imprese n.8/2024 (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

 

Ultima modifica: Venerdì 6 Settembre 2024
Giovedì 5 Settembre 2024

Avviso pubblico esplorativo di manifestazione d'interesse per la partecipazione al workshop Roots-IN 2024

La Regione Campania al fine di favorire la promo-commercializzazione turistica della Campania in Italia e nel mondo promuove la partecipazione alla  manifestazione al workshop b2b Roots-in dedicato al Turismo delle radici e rigenerazione dei borghi, in occasione dell’omonima fiera in programma a Matera dal 19 al 20 novembre 2024.

Per manifestare l’interesse a partecipare al Workshop B2B Roots -IN, Borsa Internazionale del Turismo delle Origini, bisogna presentare istanza esclusivamente via PEC all’indirizzo fiereturismo@pec.regione.campania.it  con oggetto “domanda di partecipazione Roots-in 2024” entro e non oltre il giorno 17 settembre 2024.

DOCUMENTAZIONE:

§  Avviso pubblico (.pdf)

§  Allegato A e B - modello domanda di partecipazione (.doc)

§  Allegato C - scheda anagrafica (.xlsx)

Link:  
Avviso esplorativo di Manifestazione di Interesse per la Partecipazione al Workshop in occasione della Fiera "Roots-IN, la Borsa Internazionale del Turismo delle Origini" - Regione informa - Regione Campania

Ultima modifica: Giovedì 5 Settembre 2024
Lunedì 26 Agosto 2024

SistemaExcelsior: previsioni occupazionali in provincia di Salerno nel mese di agosto 2024

In provincia di Salerno nel mese di agosto sono programmate 7.320 entrate e nel trimestre agosto-ottobre 2024 saranno 23.020, in regione Campania 25.400, e in Italia complessivamente 315.000. 

A Salerno le entrate evidenziano un andamento positivo rispetto al mese di agosto 2023 con un tasso di crescita del +10,4%, e anche per il trimestre agosto-ottobre 2024 si registra un +18,29%.  Lo scenario è in linea con l’andamento nazionale, anche se la crescita nella nostra provincia risulta maggiore (Italia +7,5% sul mese e +2,3% sul trimestre). 

Nel suo complesso ad agosto l’industria ha in programma di assumere circa 3mila profili (+21%) e il comparto delle “Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco” traina con più di 2mila addetti (+17,6% rispetto allo scorso anno). I servizi presentano un +3,8% su base annua e +18,9% nel trimestre. I servizi alle imprese offrono maggiori possibilità di impiego (+1,3% rispetto ad agosto 2023) mentre i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici risultano in flessione (-12,2% sul mese e – 5,7% sul trimestre). 

Sale al 45% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati, maggiore dello scorso anno che era al 39%. La domanda delle imprese rivolta ai giovani pari al 27% degli ingressi risulta in calo rispetto al 34% di agosto 2023. Così come a livello nazionale, la domanda di lavoratori immigrati si attesta intorno al 20%, mentre ad agosto del 2023 era pari al 23%.

Nel complesso nel mese di agosto:
- le entrate previste si concentreranno per il 59% nel settore dei servizi e per il 73% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
- nell’ 11% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’ 89% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita);
- l’11% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (16%);
- l’8% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato;
- per una quota del 20% le imprese prevedono di assumere personale immigrato;
- le tre figure professionali più richieste concentreranno il 38% delle entrate complessive previste. 

E’ la sintesi di quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi.

Per saperne di più consulta l'analisi, il bollettino e le tavole statistiche allegate.
 

Ultima modifica: Lunedì 26 Agosto 2024
Venerdì 26 Luglio 2024

Energia: PMI, contratti a prezzi variabili in calo per l’energia elettrica e in lieve aumento per il gas

 

Roma, 26 luglio 2024 - Dall’ultima rilevazione dei corrispettivi di energia al dettaglio praticati alle PMI sul mercato libero, realizzata da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) e REF Ricerche, risulta chiaro come, nel secondo trimestre 2024, si riducono i prezzi variabili dei contratti a 12 mesi dell’energia elettrica praticati alle PMI rispetto al trimestre precedente, mentre sono in lieve aumento quelli del gas naturale. I contratti a prezzo fisso e a 24 mesi, invece, continuano ad essere assenti a causa dell’incertezza circa possibili andamenti futuri del mercato. 

 

In calo i prezzi dei contratti multiorari

L’analisi realizzata fotografa la riduzione dei prezzi della materia prima energia nei contratti a prezzo variabile e l’assenza di contratti a prezzo fisso e a 24 mesi, a seguito delle forti incertezze che caratterizzano le previsioni sugli andamenti dei mercati elettrici e del gas per i prossimi mesi.

Nel dettaglio, i contratti multiorari, ossia i contratti che prevedono prezzi differenti a seconda delle 3 fascie orarie,  per imprese con consumi fino a 50 MWh/anno di durata annuale a prezzo variabile con avvio ad aprile 2024, presentano livelli dei corrispettivi che si collocano intorno a 115,11 euro/MWh nella fascia oraria diurna (F1), 130,83 euro/MWh nella fascia serale (F2) e a 108,41 euro/MWh nella fascia oraria notturna (F3), con variazioni rispetto al trimestre precedente comprese tra il -18% per la fascia F1 e il -3% per la F2. 

Sul fronte del gas naturale, nel secondo trimestre 2024, il prezzo dei contratti annuali a corrispettivo variabile risulta in lieve aumento rispetto al precedente trimestre (+4,5% congiunturale) e pari a 49,25 eurocent/smc per un profilo di consumo fino a 50 mila/mc all’anno.

In generale, i prezzi dell’energia e del gas stanno vivendo una fase di rientro dopo le importanti oscillazioni al rialzo che hanno caratterizzato soprattutto il 2022, a causa delle tensioni sui mercati all’ingrosso che erano seguite alla fase di crollo della domanda durante il periodo pandemico con la conseguente forte riduzione dei prezzi.

 

Il soft landing del 2024

Il primo semestre del 2024 per l’economia mondiale si è concluso in linea con gli andamenti del 2023 e non tutti gli attesi miglioramenti dello scenario si sono verificati. Il rientro dell’inflazione è stato il principale sviluppo, dovuto principalmente alla riduzione delle tensioni nelle catene di fornitura, nonostante l’aumento del costo del lavoro abbia influenzato i prezzi dei servizi. In Italia, il 2024 segna il primo anno di crescita dei salari reali dopo tre anni di contrazione e l’occupazione si è dimostrata resiliente nonostante il rallentamento economico, sostenendo i redditi familiari. Questo crea le condizioni per una ripresa dei consumi che, tuttavia, si prevede avverrà gradualmente, con i primi segnali visibili solo nella seconda metà dell’anno e poi nel 2025. 

Ultima modifica: Venerdì 26 Luglio 2024
Giovedì 25 Luglio 2024

Unioncamere: dai PID supporto su Transizione 5.0

Roma, 25 luglio 2024 – Sono 700 mila le imprese accompagnate nei processi di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità dai Punti impresa digitale (Pid) delle Camere di commercio che ora si apprestano a potenziare con un nuovo servizio l’attività di orientamento e tutoraggio alle imprese in materia di Transizione 5.0. Si tratta degli incentivi per le imprese che hanno già effettuato o hanno in programma progetti di innovazione che comportino una riduzione dei consumi energetici.

Lo ha annunciato oggi il presidente di UnioncamereAndrea Prete, nel corso dell’evento “Transizione 5.0: istruzioni per l’uso”, organizzato da Unioncamere e Il Sole 24 Ore.

Con questa iniziativa vogliamo aiutare le imprese a cogliere le grandi opportunità offerte da Transizione 5.0. Questa attività – ha detto il presidente di Unioncamere - è in continuità con quanto già realizzato dai PID in occasione della collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul precedente Piano Transizione 4.0. Il nostro servizio aiuterà le imprese ad usufruire delle agevolazioni offrendo con tempestività supporto sui bandi aperti e un primo orientamento sulle procedure previste per beneficiare di tali finanziamenti”.

I Pid in questi anni hanno dato un forte impulso alla digitalizzazione soprattutto delle micro, piccole e medie imprese.

L’attività di assistenza realizzata ha consentito di:

• informare 480.000 imprese attraverso più di 7.000 eventi info-formativi sulle tecnologie digitali, sui nuovi modelli di business e sul tema della transizione energetica e sostenibile;

• realizzare oltre 90.000 assessment tra digitali e sostenibili;

• supportare, attraverso azioni di orientamento e mentoring, oltre 11.000 imprese, indirizzandole verso strutture specializzate capaci di affiancarle nei processi di innovazione digitale o legate ai temi della transizione energetica e sostenibile.

C’è ancora molto da fare, però. Le analisi curate dai Punti impresa digitale mostrano più della metà delle Pmi ha un livello base di digitalizzazione, solo il 16% circa un livello avanzato e solo un lavoratore su quattro può essere considerato un esperto digitale. 

Ultima modifica: Giovedì 25 Luglio 2024