H1: Primo anno di Resto al Sud 2.0: cosa prevede l’incentivo per gli under 35 campani
Lo sportello Invitalia per i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno è aperto dal 15 ottobre 2025. Requisiti, agevolazioni e passaggi della domanda per chi vive in Campania, dalla provincia di Salerno a quella di Caserta.
Tra pochi giorni Resto al Sud 2.0 compie un anno: lo sportello gestito da Invitalia è aperto dal 15 ottobre 2025 e la scheda ufficiale lo indica ancora come attivo. Per un giovane di Salerno o di Caserta che pensa a una partita IVA o a una società, la questione pratica è capire se ha i requisiti e che cosa deve avere pronto prima di entrare nell’area personale.
Resto al Sud 2.0 sostiene nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in otto regioni del Mezzogiorno, Campania compresa. È finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, di titolarità del Ministero del Lavoro, e gestito da Invitalia con 356,4 milioni di euro.
La prima edizione, nata con il decreto-legge 91/2017 e rivolta a chi aveva meno di 56 anni, ha smesso di ricevere domande alle 24.00 del 14 ottobre 2025. Dalle 12.00 del giorno dopo le nuove iniziative di autoimpiego si presentano con le agevolazioni del decreto-legge 60/2024, tra cui il 2.0. Le richieste inviate al vecchio sportello entro quella scadenza si valutano in ordine cronologico. Il limite d’età è la differenza più evidente: oggi si può accedere dai 18 anni compiuti fino ai 35 non ancora compiuti.
L’incentivo è pensato per giovani inattivi (NEET) e per chi si qualifica come:
La condizione si verifica alla data di avvio dell’attività.
L’iniziativa deve essere stata avviata nel mese della domanda o in quello precedente e deve risultare ancora inattiva: con una domanda inviata il 31 ottobre, ad esempio, l’avvio non può essere anteriore al 1° settembre. L’avvio coincide con l’apertura della partita IVA per autonomi e professionisti e con l’iscrizione al Registro delle Imprese per le imprese.
L’attività può avere la forma di lavoro autonomo, libera professione, ditta individuale, società di persone, srl (anche semplificata), cooperativa o società tra professionisti. Nelle società possono entrare anche soci senza i requisiti, purché i giovani che li hanno detengano il 50% più un euro delle quote e la maggioranza dell’organo di governo, dall’avvio e per i tre anni successivi alla conclusione del progetto.
Sono ammessi tutti i settori economici, con l’esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni sono tre:
La maggiorazione del voucher, fino a 10.000 euro, va richiesta in domanda e spetta se almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale, della sostenibilità ambientale o del risparmio energetico.
Le regole sulle spese sono severe. I beni devono essere nuovi di fabbrica, contano solo le spese documentate da titoli successivi alla presentazione della domanda e l’IVA è ammessa se non recuperabile. Opere edili e impianti generali rientrano solo nel contributo per programmi di investimento, fino al 50% del programma di spesa. Gli automezzi servono solo se strettamente necessari all’attività, quindi non per consulenza o libere professioni. I beni agevolati restano vincolati per tre anni dal completamento del programma.
La procedura è interamente online e segue questi passaggi:
Non esiste una scadenza né una graduatoria: Invitalia esamina le domande entro 90 giorni, in ordine cronologico e nei limiti delle risorse disponibili. Dopo un rigetto si può ripresentare la domanda, mentre non se ne possono avere più di una contemporaneamente. Un punteggio aggiuntivo spetta a chi ha seguito i corsi dell’Ente Nazionale per il Microcredito o a chi ha un socio di minoranza con cinque anni di esperienza nel settore; nessuna di queste cose è obbligatoria.